CARBON
FLOW
Il telaio in carbonio della Tornado
è nato dalla collaborazione tra Andrea Pretzler,
tecnico della GERG, e il designer Benelli Adrian Morton.
La collaborazione ha unito le risorse e l'esperienza
di GERG, nota per la lunga collaborazione con aziende
di alto profilo quali BMW, Audi, Porsche e Toyota,
con lo spirito d'innovazione di Benelli.
Dopo numerosi incontri, è nata l'idea di sviluppare
una parte strutturale della moto che coinvolgesse
lo stile, ma che mantenesse il tunnel di aria per
il radiatore posteriore della Tornado.
Andrea Pretzler ha in primo luogo
sviluppato un telaio in carbonio tradizionale per
moto, poi ha effettuato numerosi cambiamenti estetici,
per interpretare l'idea del designer Benelli, e tecnici,
per avere il passaggio dell'aria verso il radiatore
e per mantenere l'integrità strutturale.
Il lavoro è iniziato su un modello tridimensionale,
usando il software Catia, e si prefiggeva i seguenti
obiettivi:
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- Ridurre il peso del telaio originale
- Rendere più stretta la carenatura esistente
- Semplificare i tre elementi separati attualmente
utilizzati sulla Tornado (carrozzeria, condotti dell'aria
verso il radiatore, telaio) in un unico elemento in
fibra di carbonio.
- Obiettivi che potrebbero convergere nella produzione
di una versione in serie limitata.
Il concetto iniziale ha mantenuto tutti i punti chiave
del telaio originale e intorno a questi sono state
sviluppate le superfici tridimensionali. Questo processo
ha richiesto molte modifiche per andare incontro alle
esigenze tecniche, con particolare enfasi alle nuove
opportunità di stile.
Una volta arrivati alla soluzione sullo schermo, la
superficie matematica è stata utilizzata per
fresare lo stampo.
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In totale lo stampo è stato
costruito in 9 parti per creare un unico elemento
di carbonio gentilmente sponsorizzato da SEAL, un
produttore italiano di fibra di carbonio.
Tutte le superfici lavorate hanno richiesto poi una
finitura a mano delle parti in carbonio.
A questo punto è iniziata la parte complicata:
l'impostazione dei profili di carbonio tagliato per
le diverse forme dello stampo.
Le varie parte dello stampo sono state imbullonate
per realizzare un elemento unico da posizionare nell'autoclave
sotto vuoto.
La combinazione di calore e pressione ha unito migliaia
di elementi in carbonio preformati per creare un unico
elemento monoscocca.
Il risultato è un'unica scultura in carbonio
che rompe gli schemi tradizionali Tornado, ne esalta
la leggerezza, la rigidezza, le dimensioni contenute,
e in primo luogo ne semplifica l'idea progettuale.
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